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giovedì 10 aprile 2014

Fumetti Igienici #3: Zombies Vs. Cheerleaders


Dicesi "fumetto igienico" una lettura leggera, non impegnata, che si sposa benissimo con una seduta alla toilette. Un fumetto igienico può avere due funzioni: una è rendere godibile la seduta, l'altra funzionare semplicemente da stimolo.


Continua la carrellata di fumetti americani stereotipati e di serio dubbio gusto. Questo mese tocca a Zombies Vs. Cheerleaders, raccolta di mini-serie pubblicata dalla Moonstone, e manco a dirlo, ancora una volta inedita in Italia.

Ideata inizialmente da Steven L. Frank e presa poi in successione da vari autori, Zombies vs Cheerleaders nasce come una semplice raccolta di ministorie con un background divertente, ovviamente con qualche piccola scena violenta e splatter, ma totalmente senza continuity o logica di base. Ciò che rende particolare questa raccolta di miniserie è più che altro il modo in cui vengono trattati gli stereotipi classici dei cinema horror, arrivando anche a rendere omaggio a quei classici film degli anni '70 che negli USA spopolavano e che sono riconosciuti quasi come dei cult. Curioso, infine, notare che Zombies Vs. Cheerleader prenda spunto sì da un classico quasi scontato del cinema horror, quali gli zombie, le cheerleader e le ambientazioni, ma che queste siano state precedenti anche a numerose opere come il film Mordimi, che prende spunto da Z-vs.C: The Misadventures of Becky and Bob e il videogame Lollipop Chainsaw che si può dire che racchiude proprio l'intera essenza del fumetto.

Conclusione
Zombie Vs. Cheerleaders non è che sia proprio un fumetto imperdibile, di quelli che meritano proprio di andarseli a scovare su ebay e averne una copia. Tutt'altro. Non ha una storia di base, è sconclusionato, e in numerose storie non racconta proprio nulla. Un perfetto fumetto igienico, insomma. Da leggere nel bagno, e poi lasciarlo anche come carta per pulirsi. A mio avviso, se amate le cheerleader e gli zombie dateci un'occhiata, ma vi consiglio vivamente di giocare a Lollipop Chainsaw, che è nettamente superiore anche a livello di trama.
Danjel

mercoledì 5 marzo 2014

Fumetti Igienici #2: Hack/Slash


Dicesi "fumetto igienico" una lettura leggera, non impegnata, che si sposa benissimo con una seduta alla toilette. Un fumetto igienico può avere due funzioni: una è rendere godibile la seduta, l'altra funzionare semplicemente da stimolo.


Per chi è amante dell'horror e delle Suicide Girls, Hack/Slash è una lettura che assolutamente non deve mancare! Sì, come mio solito sto esagerando, pompando al massimo qualcosa che piace soltanto a me, almeno con questa enfasi estremizzata. Sì, perché Hack/Slash, serie creata da Tim Seeley e dal disegnatore nostro connazionale Stefano Caselli è stata una delle serie più seguite dell'annata 2008-2009, mica cazzi se permettete! Ma di cosa parla, esattamente? Di Cassie Hack, una cosiddetta final girl (il personaggio femminile che sopravvive fino alla fine dei film horror), provocante e insicura, e del suo aiutante Vlad, un omone deforme solito girare con due machete, alla caccia dei cosiddetti Slashers, ovvero assassini "duri a morire" tipici dei film horror (un po' sulla falsariga dei vari Jason Voorhees e Michael Meyers) per tutti gli Stati Uniti a bordo di un furgoncino. Hack/Slash è stata principalmente pubblicato tramite dei one-shots per la DevilDue Productions, ma visto i numerosi consensi positivi ricevuti, è diventata ben presto una serie regolare di ben 32 numeri, sempre con la DDP, e una seconda serie di 26 è stata pubblicata per la Image Comics.

Le avventure di Cassie e Vlad. "It's you and me, bitch."
I due protagonisti assoluti possono apparire abbastanza stereotipati, anche nella loro stessa caratterizzazione (che non è affatto banale) ma sanno subito conquistare. Non parliamo soltanto di Cassie, su cui mi soffermerò maggiormente dopo, ma anche del suo "sidekick" Vlad, la cui caratteristica principale è la sua maschera antigas. Oltre all'impatto che ha la sua figura possente e spaventosa, alle sue spalle c'è un background abbastanza misterioso che verrà rivelato, però, soltanto nella seconda serie, e una personalità molto docile e ingenua, ma allo stesso tempo spietata e paradossalmente affettuosa e iper-protettiva nei confronti di Cassie. Una specie di Jason Voorhees ma con un animo infinitamente buono, che più avanti con la storia verrà sempre man mano approfondito. Cassandra invece, non ha quasi nemmeno bisogno di introduzioni, se ci basiamo solamente dal suo look dark/alternativo. Come detto in apertura, se amate le Suicide Girls, Cassie Hack vi avrà già colpito con le sue fishnets, le minigonne e gli anfibi. La sua storia è riassumibile nelle due splash-pages che Stefano Caselli preparò nel suo primo lavoro con Seeley, Euthanized (le due immagini in basso): Cassie è la figlia di Delilah Hack, la cuoca della mensa scolastica; da sempre presa di mira dagli altri ragazzini per il suo modo di essere "stramba", ha un profondo complesso d'emarginazione. E ciò non aiutò la causa quando scoprì che sua madre rapiva i ragazzini che la prendevano in giro per poi ucciderli e servirli alla mensa scolastica. Successivamente, Delilah si tolse la vita infilando la testa in una pentola d'acqua bollente, e ritornò in vita come Slasher successivamente, e questa volta fu fermata dalla figlia stessa che la uccise. Da quel momento, decise di essere una cacciatrice di Slasher; dopodiché fa la conoscenza di Vlad dopo averlo attaccato erroneamente scambiandolo per uno delle creature da lei braccate, e iniziano così le avventure del duo. Ed è da qui che inizia il vero racconto di Tim Seeley, che è non è soltanto una semplice caccia ai mostri, ma la storia di una forte amicizia, mai messa in discussione. Successivamente, la storia vedrà l'introduzione di numerosi personaggi secondari, come Chris e Linda, il cane demoniaco parlante Pooch, Cat Curio e l'amante di Cassie, Margaret, personaggi che puntualmente Cassie deciderà di allontanare, lasciandosi vicina solamente Vlad, consolidando sempre il ruolo che hanno entrambi nelle loro vite. Che sarà semplice amicizia, oppure qualcosa in più, c'è da soltanto farsi un'idea leggendone le storie...


Le origini di Cassie Hack, disegni di Stefano Caselli

Da Chucky alle Suicide Girls. I crossover e la serie regolare.
Una particolarità di Hack/Slash, oltre all'umorismo e alle dinamiche tipiche dei survival horror adolescenziali, sono i crossover, che non si presentano mai come storie a sé stante ma si integrano perfettamente nella canonicità della serie. Certamente, alcune volte si presentano come delle storie assurde (come il crossover con Bomb Queen per la Image), ma altre divertenti come quelle con la bambola assassina Chucky, il Dr. Herbert West protagonista del celebre cult anni '90, nonché creazione del celebre H.P. Lovecraft, Re-Animator, e dulcis-in-fundo con Ash Williams, protagonista de L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi! Quest'ultima serie, è abbastanza recente, conclusasi nel mese di marzo 2014 ed edita dalla Dynamite. E, come se non fosse abbastanza, la bella e agguerrita Cassie ha anche avuto la possibilità di lavorare al fianco delle modelle di Suicide Girls in un numero speciale, guadagnandosi anche un profilo personale con tanto di 'scatti' osé!



Passando alle serie regolari, c'è da dire che qui mi tirerò abbastanza indietro. Se nei singoli one shot pubblicati sia da DDP che da Image, la qualità delle storie si mantengono sempre su dei toni medio-alti, risultando divertenti a tal punto da ignorarne le trame poco approfondite, la serie regolare ha sì dei punti alti, ma anche parecchi bassi. Per quanto mi riguarda, per me Hack/Slash si è concluso al numero 18, tutto ciò che è stato proposto dopo è soltanto una visione appannata di ciò che la serie era stata in precedenza. In un primo momento, c'era una storia da raccontare, vale a dire le origini di Cassie e l'approfondimento della sua personalità e del rapporto con Vlad, senza contare la raccolta immensa di villain carismatici (non sto esagerando, i villain di Hack/Slash sono fighi anche se appaiono in singoli numeri!) e delle vicende che girano attorno ad essi, con l'arrivo della seconda parte della serie, Tim Seeley ha voluto introdurre elementi che hanno parecchio stonato con le trame horror, come per esempio i supereroi, mentre chiuderò un occhio per la setta segreta (The Black Lamp Society), anche se pure quella è stata abbastanza pesante. La storia va avanti anche nella seconda pubblicazione per la Image, anche se devo dire che nel finale, vale a dire gli ultimi sei numeri, la storia è riuscita a decollare (ma a mo' di dodo) ed è valsa la pena leggerla. Non si può dire, però, che nonostante questi punti bassi, Hack/Slash non sappia essere divertente e tenere il lettore sulle spine, fino a invogliarlo a continuare a leggerne le storie!

Considerazioni e letture consigliate.
In definitiva, non mi andrebbe certamente di dire che Hack/Slash sia la miglior serie mai pubblicata, però è riuscita ad appassionarmi, e questo non è un male, se consideriamo anche che non sono neanche un grande appassionato di horror. I personaggi sono tutti carismatici, a partire dai due protagonisti, Tim Seeley ha lavorato veramente duro per tentare di non far perdere un colpo alla sua creatura, e nonostante abbia strafatto in certi punti, ha sempre trovato il modo di uscirne, e di creare storie a dir poco geniali, e degli antagonisti unici nel loro genere. La serie, tuttavia, è abbastanza stereotipata, ma ci sta in quanto è fatta apposta per essere una lettura leggera, non certamente un fumetto d'autore. Basandomi sul mio personale giudizio, Hack/Slash è riuscito a divertirmi, a farmi strappare qualche risata, quindi è promossa! E Cassie Hack rientra di fatto tra i miei personaggi femminili preferiti, insieme a Catwoman e Painkiller Jane. Per quanto riguarda i disegni, devo ammettere che sono molto, molto belli, soprattutto quelli di Emily Stone presente nella prima parte della serie regolare. Come di consueto, segnalo anche come reperire le letture (rigorosamente in digitale, in quanto la serie regolare non è mai arrivata in Italia). La prima serie pubblicata per la DDP è disponibile sul sito ufficiale della medesima casa editrice (a sua volta, raggiungibili tramite l'app ufficiale), mentre per quelle della Image c'è il solito ComiXology. Se prediligete il cartaceo, tutto ciò che c'è da leggere su Cassie e Vlad è raggruppato in ben 6 volumoni Omnibus, ma se proprio volete andare sul sicuro segnalo i one shots che personalmente ho gradito maggiormente:
  • Euthanized
  • Girls Gone Dead
  • Land of the Lost Toys
  • Hack/Slash Vs. Chucky
  • ComicBook Carnage
  • Slice Hard
  • My First Maniac
Per quanto riguarda Euthanized e Girls Gone Dead, in Italia è stato pubblicato inizialmente in un unico volume edito da 001 Edizioni, al costo di soli 8€, nemmeno molto se proprio si vuole avere un'idea ben chiara. Inoltre, da segnalare anche che la Panini pubblicherà un TPB contenente ben 4 storie (Euthanized, Girls Gone Dead, Comic Book Carnage e Slashing Through the Snow) al costo di 14€, questo prossimo 24 aprile!!

Se non vi ho convinto, pazienza.


Danjel

domenica 2 febbraio 2014

Fumetti Igienici #1: Pinocchio, Vampire Slayer



Dicesi "fumetto igienico" una lettura leggera, non impegnata, che si sposa benissimo con una seduta alla toilette. Un fumetto igienico può avere due funzioni: una è rendere godibile la seduta, l'altra funzionare semplicemente da stimolo.

Dopo la dovuta introduzione, inauguro questa rubrica con un titolo in particolare, un ottimo esempio di "fumetto igienico"; sto parlando di Pinocchio, Vampire Slayer, ovvero Pinocchio, Uccisore di Vampiri, di Dusty Higgins e Van Jensen, pubblicato esclusivamente per il mercato digitale (divenuto successivamente anche cartaceo) e composto da 4 graphic novel, usciti tra il 2009 e il 2012, ancora inediti in Italia.


Da Collodi a cacciatore di vampiri
Se prendessimo in considerazione solo il titolo l'impressione sarebbe negativa, poiché lascerebbe intendere come un altro titolo a caso in cui ci hanno inserito i vampiri perché ormai vanno di moda. Ebbene, no. A parte che significherebbe comunque partire prevenuti, ma Pinocchio, Vampire Slayer è ben lontano dall'essere solo un fumetto del genere. Di fatti, non si presenta come una storia stereotipata o demenziale fino all'eccesso, lo sceneggiatore Van Jensen ha ben tenuto conto delle origini "Collodiane" di Pinocchio, tant'è che all'inizio della storia vi ha anche inserito un breve (e molto approssimativo, ma sempre divertente) riassunto del Pinocchio di Collodi, ma quello originale, quindi con la morte del Grillo parlante ucciso da Pinocchio con un martello, delle sue numerose sventure narrate esclusivamente nell'opera originale, eccetera. Già da questa introduzione, possiamo notare come l'autore ha contornato il tutto con dell'umorismo abbastanza sottile, onnipresente in tutto l'arco narrativo, e che rende la lettura decisamente divertente. La narrazione di per sé, possiamo dire che non è affatto complessa, ed è a tratti anche scontata, ma nulla che possa far venire voglia di lasciar perdere la lettura. Il tutto aiutato anche da un'ambientazione decisamente più cupa, sia come paesaggi che come caratterizzazione dei personaggi, che rende quella sensazione stereotipista, esilarante. Anche l'idea di base, con Pinocchio che diventa cacciatore di vampiri dopo che le creature in questione hanno assassinato il padre Geppetto, non è di certo delle più originali, però calza alla perfezione! Per quanto riguarda i disegni, invece, non c'è poi molto da dire. Interamente realizzato con tavoletta grafica (fatta eccezione per qualche pagina), risultano sempre puliti e mai un pugno nell'occhio.


Vampiri a Nasolungo
Come già accennato, la storia di questo Pinocchio si ferma nel momento in cui il burattino si ricongiunge con Geppetto, che viene poi successivamente ucciso dai vampiri. Niente 'roba del bambino vero', quindi. Pinocchio scopre di poter uccidere i vampiri semplicemente col suo naso, il quale come è risaputo, cresce ogni qualvolta questi dice una bugia, e le gag su ciò si sprecano durante la narrazione, tant'è che anche i personaggi di contorno glielo fanno notare. Personaggi di contorno che non sono altri che la Fata Turchina, qui una vecchietta decrepita, Mastro Ciliegia, e l'ectoplasma del Grillo Parlante che prosegue con il suo ruolo di coscienza, ad un Pinocchio che - abbandonato i toni da discolo - tende all'autoisolamento, ormai afflitto dal dolore per la perdita del padre. Come se non bastasse, quando tenta di avvisare gli abitanti di Nasolungo della minaccia delle creature, non viene neanche preso in considerazione; da nessuno, eccetto Carlotta, un'abitante del paese e per cui il protagonista cela un certo interesse romantico. Il primo volume di Pinocchio, Vampire Slayer si svolge interamente a Nasolungo, e si tratta di un racconto autoconclusivo che lascia uno spunto per un seguito... che arriva un anno dopo con Pinocchio, Vampire Slayer... and the Great Puppet Theatre, anch'esso in volume unico, per poi concludersi con Of Wood and Blood, del 2012, questa volta presentato come miniserie di 9 volumi di 25 pagine ciascuno. In tutte le tre parti, abbiamo modo di rivedere non solo tutti i personaggi presenti nella fiaba originale di Collodi (dal Gatto e la Volpe, a Mangiafuoco), ma avremo anche modo di riscoprire un po' le origini di Pinocchio, ovviamente reinventate per l'occasione, dando qualcosa in più al personaggio, rendendolo interessante e allargando il suo background, arrivando a spiegare addirittura non solo le origini del pezzo di legno parlante, ma anche il motivo dietro il suo carattere scapestrato e disobbediente.

Conclusione
Come già ribadito in appendice, Pinocchio, Vampire Slayer non si presenta solo come il classico fumetto che fa dello stereotipo una facile ironia demenziale, è molto di più: alla base c'è una struttura narrativa ben ponderata che verrà a galla leggendo gli altri due volumi, e il forte legame che ha con l'opera originale di Collodi, che non è per niente da tenere in disparte, è un punto di forza che fa sì che il non aggrapparsi a ciò che è più conosciuto dalla "cultura massificata" renda la storia sotto certi aspetti geniale, e soprattutto la lettura godibile, che secondo me è sempre la parte più importante. È pur sempre facile creare un Pinocchio che uccide vampiri, d'altronde non ci vuole un genio per fare il collegamento "vampiri -> muoiono con un paletto di legno -> Pinocchio è fatto dello stesso materiale", ma il riuscire a contestualizzarlo, tenendo sempre fede al concetto originale, non è cosa da tutti. Personalmente, trovo Pinocchio, Vampire Slayer una lettura godibile e divertente, potremmo anche star qui a dire che l'idea di base è scontata, ma... chi ci aveva mai pensato, finora? Van Jensen lo ha fatto, e gli è riuscito abbastanza bene. Ironia sottile, sentimenti e azione: gli elementi ci sono tutti. Messi a paragone i tre volumi, tuttavia, non riesco a metterli tutti e tre allo stesso livello. La seconda e terza parte sono strettamente legate tra loro, mentre il primo può benissimo rimanere un racconto a sé stante, ed è quello che più mi ha divertito, anche se in fin dei conti l'opera, nel suo complesso e nella sua conclusione, merita un tanto di cappello per l'originalità con cui il cerchio si va a chiudere, facendo comunque leva su elementi non di certo "originali", nel senso stretto della parola.

Pinocchio, Vampire Slayer finora, ha visto la sua uscita solamente negli Stati Uniti, ma è facilmente reperibile su Amazon, e altri siti di vendita online. Dateci uno sguardo, se non all'opera completa, almeno al primo volume. Pinocchio è promosso a pieni voti come un fumetto igienico divertente, capace di rendere la vostra "seduta" più leggera e gratificante.

Danjel

 

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